Rapine violente e minacce gravi, due uomini in manette
Diversi episodi contestati. Anche un'intimidazione con una mannaia
martedì 3 novembre 2026
9.46
I Carabinieri della Compagnia di Altamura hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di due cittadini tunisini senza fissa dimora, K. R. (28 anni) e K. M. A. (27 anni). I due indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo e in concorso, di rapina aggravata dall'uso di armi e dalla presenza di più persone, estorsione e tentata estorsione. L'attività investigativa, condotta dai militari della Stazione di Altamura, ha consentito di far luce su diversi episodi delittuosi commessi tra gennaio e aprile 2026.
Gli episodi contestati sono:
- aggressioni e minacce a un esercizio commerciale: il 28enne si sarebbe reso autore di sistematici furti ai danni di un minimarket locale, sfociati in aggressioni fisiche e minacce di morte rivolte al titolare e ai dipendenti. In occasione dell'ultimo episodio, l'indagato avrebbe sottratto e distrutto lo smartphone di un tecnico per impedire l'acquisizione dei filmati di videosorveglianza;
- rapina a mano armata e tentato "cavallo di ritorno": nella notte tra il 10 e l'11 settembre 2026, i due indagati avrebbero aggredito tre giovani per strada, sottraendo loro i telefoni cellulari. Nella circostanza, il 27enne avrebbe minacciato una delle vittime puntandole una mannaia alla gola per farsi consegnare il codice di sblocco del dispositivo, pretendendo successivamente somme di denaro per la restituzione del maltolto.
L'identificazione dei presunti autori è stata resa possibile grazie alle descrizioni fornite dalle vittime in sede di denuncia, che hanno permesso di delineare la corporatura, i tratti somatici e le movenze dei soggetti. Tali elementi hanno trovato decisivo riscontro nell'analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti nelle aree interessate, consentendo di ricostruire gli spostamenti degli indagati e di individuarne capi d'abbigliamento e calzature. Il GIP, accogliendo integralmente l'impianto accusatorio formulato dal Pubblico Ministero e ravvisando la concreta pericolosità sociale unitamente al pericolo di reiterazione dei reati, ha disposto la misura di massima custodia. A seguito dell'interrogatorio di garanzia, la misura cautelare è stata confermata e gli arrestati rimangono ristretti presso la Casa Circondariale di Bari.
Gli episodi contestati sono:
- aggressioni e minacce a un esercizio commerciale: il 28enne si sarebbe reso autore di sistematici furti ai danni di un minimarket locale, sfociati in aggressioni fisiche e minacce di morte rivolte al titolare e ai dipendenti. In occasione dell'ultimo episodio, l'indagato avrebbe sottratto e distrutto lo smartphone di un tecnico per impedire l'acquisizione dei filmati di videosorveglianza;
- rapina a mano armata e tentato "cavallo di ritorno": nella notte tra il 10 e l'11 settembre 2026, i due indagati avrebbero aggredito tre giovani per strada, sottraendo loro i telefoni cellulari. Nella circostanza, il 27enne avrebbe minacciato una delle vittime puntandole una mannaia alla gola per farsi consegnare il codice di sblocco del dispositivo, pretendendo successivamente somme di denaro per la restituzione del maltolto.
L'identificazione dei presunti autori è stata resa possibile grazie alle descrizioni fornite dalle vittime in sede di denuncia, che hanno permesso di delineare la corporatura, i tratti somatici e le movenze dei soggetti. Tali elementi hanno trovato decisivo riscontro nell'analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti nelle aree interessate, consentendo di ricostruire gli spostamenti degli indagati e di individuarne capi d'abbigliamento e calzature. Il GIP, accogliendo integralmente l'impianto accusatorio formulato dal Pubblico Ministero e ravvisando la concreta pericolosità sociale unitamente al pericolo di reiterazione dei reati, ha disposto la misura di massima custodia. A seguito dell'interrogatorio di garanzia, la misura cautelare è stata confermata e gli arrestati rimangono ristretti presso la Casa Circondariale di Bari.