La storia di una reliquia di San Giovanni Battista, dal Salento ad Altamura

All'interno di una piccola scultura a forma di braccio

martedì 6 ottobre 2026 9.19
Una reliquia custodita da secoli ad Altamura arrivò dal Salento, dal territorio di Patù e Leuca. Questo è uno dei risultati di una campagna di scavi archeologici e di ricerche condotte nel territorio salentino.

Nel Cinquecento le fonti attestano il rinvenimento in questo luogo di antiche reliquie, fra le quali figurava un dito attribuito a San Giovanni Battista. Di quella reliquia sembravano poi perdersi le tracce. La ricerca ha consentito di ricongiungere questa testimonianza con il frammento osseo ancora oggi conservato nella Cattedrale di Altamura (nel Museo), all'interno di un antico reliquiario a forma di braccio. La reliquia risulta documentata ad Altamura già nel Cinquecento. A questa attestazione si aggiunge un manoscritto, espressione di una tradizione altamurana autonoma, che ne indica esplicitamente la provenienza da Leuca.

Fonti salentine e fonti altamurane, conservatesi indipendentemente per secoli, finiscono dunque per descrivere la medesima vicenda. La loro convergenza consente di considerare praticamente certa sul piano storico l'identificazione della reliquia conservata ad Altamura con quella proveniente dal territorio di Patù-Leuca, trasferita nella città murgiana nel corso del XVI secolo e comunque prima del 1584. Resta invece ancora da chiarire chi abbia favorito materialmente il trasferimento. Anche sotto questo aspetto, tuttavia, la ricerca ha fatto emergere un contesto storico particolarmente significativo. Nella seconda metà del Cinquecento Patù, Leuca e Alessano erano poste sotto la signoria dei Gonzaga, una delle maggiori dinastie dell'Italia rinascimentale, mentre Altamura si trovava sotto il dominio della celebre famiglia Farnese.

Le due famiglie, inizialmente divise anche da aspri contrasti politici e militari, si riconciliarono formalmente nel 1560. A quella riconciliazione parteciparono direttamente, per parte gonzaghesca, anche i figli di Ferrante Gonzaga, fra i quali Andrea, signore di Alessano. Negli anni successivi i rapporti fra le due casate si consolidarono ulteriormente e la generazione successiva vide Ottavio Gonzaga e Alessandro Farnese condividere l'impegno militare contro l'Impero ottomano, fino al grande scenario della battaglia di Lepanto del 1571.

È quindi possibile che anche la circolazione di una reliquia prestigiosa come quella del Battista sia stata favorita da queste reti dinastiche, religiose e cortigiane, nelle quali lo scambio di reliquie poteva concorrere a consolidare rapporti, devozioni e alleanze. La documentazione disponibile non consente ancora di identificare con certezza il mediatore né di stabilire attraverso quale percorso materiale il frammento sia giunto ad Altamura; permette però di inserire il trasferimento in uno scenario storico assai più ampio di quanto finora immaginato.