"Incendiato il nostro fieno": la denuncia di due fratelli
Rogo di rotoballe partito domenica sera mentre la città viveva la festa
giovedì 27 agosto 2026
18.43
L'incendio di rotoballe, iniziato domenica sera con intervento dei vigili del fuoco, ha colpito un'azienda agricola di due fratelli altamurani: Felice Facendola, 19 anni, e Vincenzo, 20. Il fatto è avvenuto nelle campagne tra via Santeramo e via Carpentino, sulla strada comunale esterna Barone. L'incendio è stato appiccato da qualcuno che, così facendo, mette a dura prova la continuità aziendale dell'allevamento. I due fratelli hanno deciso di raccontare la vicenda, sia come denuncia pubblica ma anche come appello a salvaguardare il lavoro dei giovani agricoltori.
La loro lettera aperta.
"Mi chiamo Felice , ho 19 anni e insieme a mio fratello Vincenzo di 20 anni portiamo avanti una piccola azienda agricola. Vi scrivo perché voglio dare una voce a quello che ci è successo la sera della Madonna del Buon Cammino, durante la cavalcata.
Mentre il paese era in festa, qualcuno ha appiccato un incendio al nostro fieno. Sono andate a fuoco dalle 250/300 balle di fieno che avevamo preparato con mesi di lavoro sotto il sole per affrontare l'inverno.
Quel fieno non era solo erba secca. Era il cibo per i nostri animali, era il nostro inverno, era il nostro guadagno. Ora ci ritroviamo con un danno enorme che mette a rischio tutta la nostra azienda, un'azienda portata avanti da due ragazzi di 19 e 20 anni che hanno scelto di rimanere qui, di lavorare la terra e di fare sacrifici invece di prendere altre strade.
Fa male perché non è stato un incidente. È stata cattiveria, incoscienza, stupidità. Giocare con il fuoco per divertimento durante una festa religiosa è una cosa vergognosa.
Non vi scrivo solo per lamentarmi del danno. Vi scrivo perché non voglio che succeda di nuovo. Non voglio che altri ragazzi, altre famiglie, altri agricoltori si ritrovino come noi davanti a un cumulo di cenere per colpa di qualcuno che non capisce il valore del lavoro altrui.
Chiediamo più rispetto e più controlli durante questi eventi. La festa deve essere un momento di gioia per tutti, non il motivo per cui un'azienda rischia di chiudere".
"Circa i danni - specificano - cercheremo di farcela con quello che ci e rimasto".
Leggi anche:
La notizia dei vigili del fuoco
La loro lettera aperta.
"Mi chiamo Felice , ho 19 anni e insieme a mio fratello Vincenzo di 20 anni portiamo avanti una piccola azienda agricola. Vi scrivo perché voglio dare una voce a quello che ci è successo la sera della Madonna del Buon Cammino, durante la cavalcata.
Mentre il paese era in festa, qualcuno ha appiccato un incendio al nostro fieno. Sono andate a fuoco dalle 250/300 balle di fieno che avevamo preparato con mesi di lavoro sotto il sole per affrontare l'inverno.
Quel fieno non era solo erba secca. Era il cibo per i nostri animali, era il nostro inverno, era il nostro guadagno. Ora ci ritroviamo con un danno enorme che mette a rischio tutta la nostra azienda, un'azienda portata avanti da due ragazzi di 19 e 20 anni che hanno scelto di rimanere qui, di lavorare la terra e di fare sacrifici invece di prendere altre strade.
Fa male perché non è stato un incidente. È stata cattiveria, incoscienza, stupidità. Giocare con il fuoco per divertimento durante una festa religiosa è una cosa vergognosa.
Non vi scrivo solo per lamentarmi del danno. Vi scrivo perché non voglio che succeda di nuovo. Non voglio che altri ragazzi, altre famiglie, altri agricoltori si ritrovino come noi davanti a un cumulo di cenere per colpa di qualcuno che non capisce il valore del lavoro altrui.
Chiediamo più rispetto e più controlli durante questi eventi. La festa deve essere un momento di gioia per tutti, non il motivo per cui un'azienda rischia di chiudere".
"Circa i danni - specificano - cercheremo di farcela con quello che ci e rimasto".
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