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Un risciò nel nostro Centro Storico?
Rocco Marvaso ci racconta la sua storia
Da Cittanova a San Giovanni Rotondo passando per Altamura
Un risciò ad Altamura? Che fa 100 Km con 1 Kg di pasta? Sì, percorreva all'ora di pranzo le vie del nostro Centro Storico. Era fermo davanti alla chiesa di San Nicola. Mi sono chiesta: "Che ci fa un risciò qui?". Ho deciso di porre la stessa domanda a chi ne era alla guida. È nata così una bella e lunga chiacchierata. Di quelle che ti lasciano senza parole. Che ti invitano con insistenza a riflettere su come la vita vada vissuta in tutti i suoi attimi. Ve la riporto affinché possa rappresentare una testimonianza concreta di come la felicità esiste… a basso consumo. Una felicità fatta di incontri, benzina indispensabile per affrontare qualunque cammino. Di strade affollate, di incroci, di contrade un po' più silenziose.
Si chiama Rocco Marvaso ed ha trenta anni. È nato e cresciuto a Genova e da alcuni anni abita e lavora a Monaco di Baviera come artista, grafico ed autista di risciò. Di viaggi ne ha compiuti tanti, come si può leggere nel suo blog. È arrivato ieri sera ad Altamura, la prima città pugliese da lui visitata. Non era mai stato in Puglia. Partirà in serata per Bari. Conta di essere nel capoluogo domani mattina. Ma facciamo un passo indietro per comprendere la sua storia. Il 24 agosto 2007 Rocco parte da Monaco di Baviera su di un rikscia, una di quelle biciclette-triciclo per trasportare la gente a mo'di taxi. Pedalando lungo una rotta prestabilita, arriva a Genova il 15 settembre 2007. Qui rincontra la sua famiglia. Un mese dopo il suo arrivo in Liguria, decide di rimettersi in viaggio prima dell'arrivo dell'inverno sullo stesso rikscia verso il Centro ed il Sud Italia. Il 28 novembre 2007 giunge nel sud della Calabria.
"Quando mi sono fermato a Genova, nel 2007, mi ha colpito molto la problematica dei cambiamenti climatici. Ho pensato che il clima sta cambiando repentinamente e noi, invece, continuiamo ad interessarci a cose futili. Così ho deciso di partire… una sorta di azione ecologica volta a sensibilizzare la gente. Io stesso ho cercato di informarmi sui problemi del clima e in che misura questi possono influenzarci. Mi sono chiesto che cosa possiamo fare noi singoli, piuttosto che protestare contro il Governo o le Istituzioni. Continuo a pensare che siamo padroni di noi stessi e che, quindi, possiamo fare tantissimo come singoli".
Rocco aveva voglia di "andare da Padre Pio". È diretto, infatti, a San Giovanni Rotondo: "Cerco di vedere il mondo e la realtà meno materialisticamente". Cittanova (Reggio Calabria) è il paese in cui Rocco ha soggiornato in alcuni periodi e in cui il suo risciò è rimasto dal 2007 fino al 23 maggio 2010. Qui ha diversi parenti. Nel paese calabro è viva la devozione a Padre Pio e questo l'ha in parte incoraggiato ad andare a San Giovanni Rotondo: "Non vado a San Giovanni Rotondo per una cosa specifica, però mi piace l'idea che io possa pregare insieme a tanta altra gente e che, con questa azione, possa fare del bene sentendomi bene in mezzo a tanti altri che sono lì per lo stesso motivo".
Il suo viaggio è iniziato da Cittanova il 23 maggio scorso. Da Altamura, Rocco si dirigerà a Bari, dal capoluogo attraverserà tutta la costa fino a Manfredonia e, poi, a San Giovanni Rotondo. Arriverà qui il 9 giugno 2010 e ripartirà l'11 giugno, dopo pochi giorni. Lascerà il risciò a San Giovanni Rotondo e proseguirà col treno fino a Roma per visitare una mostra dedicata a Caravaggio (da lungo tempo Rocco ha iniziato a realizzare una copia di un'opera dell'artista). Di qui, andrà a Genova, dalla sua famiglia, in treno. Qualche giorno dopo ripartirà per Monaco di Baviera.
"Il posto più incredibile in cui sono stato è Riace. Tutti conoscono questa città per i bronzi. Sono stato a tavola con il Sindaco di Riace, ci siamo dati del tu. Ho dormito gratuitamente nei locali del Comune. Mi sono riproposto di diffondere la notizia che c'è Riace in Italia, che c'è Riace in Calabria. Un borgo antico disabitato fino a qualche anno fa. È stato ripopolato mediante un certo numero di profughi arrivati con i gommoni. Questa realtà non la conosce nessuno. Riace è il paese dell'accoglienza". Auguriamo a Rocco Marvaso buon viaggio.
Si chiama Rocco Marvaso ed ha trenta anni. È nato e cresciuto a Genova e da alcuni anni abita e lavora a Monaco di Baviera come artista, grafico ed autista di risciò. Di viaggi ne ha compiuti tanti, come si può leggere nel suo blog. È arrivato ieri sera ad Altamura, la prima città pugliese da lui visitata. Non era mai stato in Puglia. Partirà in serata per Bari. Conta di essere nel capoluogo domani mattina. Ma facciamo un passo indietro per comprendere la sua storia. Il 24 agosto 2007 Rocco parte da Monaco di Baviera su di un rikscia, una di quelle biciclette-triciclo per trasportare la gente a mo'di taxi. Pedalando lungo una rotta prestabilita, arriva a Genova il 15 settembre 2007. Qui rincontra la sua famiglia. Un mese dopo il suo arrivo in Liguria, decide di rimettersi in viaggio prima dell'arrivo dell'inverno sullo stesso rikscia verso il Centro ed il Sud Italia. Il 28 novembre 2007 giunge nel sud della Calabria.
"Quando mi sono fermato a Genova, nel 2007, mi ha colpito molto la problematica dei cambiamenti climatici. Ho pensato che il clima sta cambiando repentinamente e noi, invece, continuiamo ad interessarci a cose futili. Così ho deciso di partire… una sorta di azione ecologica volta a sensibilizzare la gente. Io stesso ho cercato di informarmi sui problemi del clima e in che misura questi possono influenzarci. Mi sono chiesto che cosa possiamo fare noi singoli, piuttosto che protestare contro il Governo o le Istituzioni. Continuo a pensare che siamo padroni di noi stessi e che, quindi, possiamo fare tantissimo come singoli".
Rocco aveva voglia di "andare da Padre Pio". È diretto, infatti, a San Giovanni Rotondo: "Cerco di vedere il mondo e la realtà meno materialisticamente". Cittanova (Reggio Calabria) è il paese in cui Rocco ha soggiornato in alcuni periodi e in cui il suo risciò è rimasto dal 2007 fino al 23 maggio 2010. Qui ha diversi parenti. Nel paese calabro è viva la devozione a Padre Pio e questo l'ha in parte incoraggiato ad andare a San Giovanni Rotondo: "Non vado a San Giovanni Rotondo per una cosa specifica, però mi piace l'idea che io possa pregare insieme a tanta altra gente e che, con questa azione, possa fare del bene sentendomi bene in mezzo a tanti altri che sono lì per lo stesso motivo".
Il suo viaggio è iniziato da Cittanova il 23 maggio scorso. Da Altamura, Rocco si dirigerà a Bari, dal capoluogo attraverserà tutta la costa fino a Manfredonia e, poi, a San Giovanni Rotondo. Arriverà qui il 9 giugno 2010 e ripartirà l'11 giugno, dopo pochi giorni. Lascerà il risciò a San Giovanni Rotondo e proseguirà col treno fino a Roma per visitare una mostra dedicata a Caravaggio (da lungo tempo Rocco ha iniziato a realizzare una copia di un'opera dell'artista). Di qui, andrà a Genova, dalla sua famiglia, in treno. Qualche giorno dopo ripartirà per Monaco di Baviera.
"Il posto più incredibile in cui sono stato è Riace. Tutti conoscono questa città per i bronzi. Sono stato a tavola con il Sindaco di Riace, ci siamo dati del tu. Ho dormito gratuitamente nei locali del Comune. Mi sono riproposto di diffondere la notizia che c'è Riace in Italia, che c'è Riace in Calabria. Un borgo antico disabitato fino a qualche anno fa. È stato ripopolato mediante un certo numero di profughi arrivati con i gommoni. Questa realtà non la conosce nessuno. Riace è il paese dell'accoglienza". Auguriamo a Rocco Marvaso buon viaggio.
Michele Lospalluto
il 5 giugno alle 08.55
Brava, un articolo di grande bellezza interiore, di quella speranza nella quale ognuno di noi ripone tutte le energie, almeno coloro che credono alla solidarietà, all'accoglienza, alla tolleranza. La nostra società, fondata sul Dio danaro, ha bisogno, tanto bisogno anche di queste piccole storie. Grazie per la dolcezza del racconto.
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