Precari della Sanità
Le considerazioni di D. Cirasole e M. Ventricelli
Si parla della attuale situazione in cui versa il sistema sanitario
Con una nota a firma di Domenico Cirasole del Movimento La nuova resistenza 25 aprile 2011 si apprende che sono stati "mandati a casa gli infermieri con 36 mesi di servizio nelle Asl pugliesi, sostituiti da altri precari per altri 36 mesi. […] La proposta votata contro dalla maggioranza del governatore Vendola prevedeva ulteriori proroghe ai contratti già posti in essere per 36 mesi per i sanitari precari (molti infermieri) delle A.s.l, Pugliesi, fino all'espletamento di nuove procedure concorsuali nelle quali prevedere una priorità nelle assunzioni a chi è da anni precario, come previsto dal d.lgs. 368/01, dalla DIRETTIVA 1999/70/CE del 28 giugno 1999, dalla ordinanza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea (VI Sezione), con ordinanza del 1° ottobre 2010 nella causa C-3/10, e dalla sentenza della Corte Costituzionale Sentenza n. 182 anno 2011".
"La proroga – si continua a leggere - dei contratti dei professionisti precari avrebbe evitato l'estendersi dei ricorsi alle autorità giudiziarie, dalle quali si attendono
decisioni nel rispetto delle norme e a tutela del professionista precario, che venga risarcito con l'ammontare di 30.000 euro per anno da lavoratore precario, in alternativa alle ulteriori proroghe".
Nel comunicato si riporta anche il commento di Giannicola De Leonardis, consigliere regionale e presidente della settima Commissione Affari Istituzionali, "deluso per un atteggiamento di totale chiusura e di profonda ingiustizia verso le figure professionali altamente qualificate, infermieri, dirigenti medici e operatori che da anni lavorano per la sanità pugliese ma che non hanno potuto usufruire nel tempo di un contratto a tempo indeterminato. L'emendamento, che non sarebbe stato impugnato dalla Corte Costituzionale e non era assolutamente in contrasto col Piano di rientro sanitario, permetteva infatti ai Direttori generali delle Asl di mantenere in servizio persone che a giugno sono prossime all'espulsione, con prevedibili disastrose conseguenze per l'attività di interi reparti, molti dei quali sono
addirittura a rischio chiusura, in particolare nella provincia di Foggia, e Bari dove sono almeno cento le unità il cui futuro è diventato improvvisamente un'incognita,nonostante i sacrifici e la riconosciuta professionalità. A loro e alle loro famiglie va la mia piena solidarietà, in un momento così delicato e doloroso, che rappresenta una sconfitta non solo per loro ma per tutti noi".
"In assenza di concorsi a tempo indeterminato – conclude Cirasole - il personale sanitario (infermieri, tecnici, medici, ecc) viene sfruttato di 36 mesi in 36 mesi dalle
aziende sanitarie, con il consenso dei sindacati e del Governo Regionale".
Il consigliere regionale Michele Ventricelli ha espresso una considerazione a riguardo dei precari della Sanità.
"Fino a quando si tenderà ad affrontare il problema con spirito di parte o peggio ancora di schieramento politico – afferma Ventricelli - non si produrrà alcuna risposta concreta per le centinaia di lavoratori precari che rischiano la risoluzione del rapporto di lavoro a seguito delle sentenze della Corte Costituzionale e delle limitazioni contenute nel piano di rientro sanitario regionale. Occorre far prevalere le generosità e le disponibilità di tutti, sia quelle del Governo nazionale sia quelle della Giunta Regionale, nell'individuazione dei possibili provvedimenti che senza aggravare la situazione in cui oggi versa il sistema sanitario pugliese diano una risposta ai tanti precari del settore".
"Dobbiamo adoperare la stessa generosità e la stessa politica di tutela – conclude - che è stata utilizzata per i precari della Regione estendendo, ai lavoratori del comparto sanitario, lo stesso atteggiamento di responsabilità che l'intero Consiglio regionale ha dimostrato in occasione dell'approvazione degli emendamenti sui lavoratori approvati durante le ultime sedute consiliari".
"La proroga – si continua a leggere - dei contratti dei professionisti precari avrebbe evitato l'estendersi dei ricorsi alle autorità giudiziarie, dalle quali si attendono
decisioni nel rispetto delle norme e a tutela del professionista precario, che venga risarcito con l'ammontare di 30.000 euro per anno da lavoratore precario, in alternativa alle ulteriori proroghe".
Nel comunicato si riporta anche il commento di Giannicola De Leonardis, consigliere regionale e presidente della settima Commissione Affari Istituzionali, "deluso per un atteggiamento di totale chiusura e di profonda ingiustizia verso le figure professionali altamente qualificate, infermieri, dirigenti medici e operatori che da anni lavorano per la sanità pugliese ma che non hanno potuto usufruire nel tempo di un contratto a tempo indeterminato. L'emendamento, che non sarebbe stato impugnato dalla Corte Costituzionale e non era assolutamente in contrasto col Piano di rientro sanitario, permetteva infatti ai Direttori generali delle Asl di mantenere in servizio persone che a giugno sono prossime all'espulsione, con prevedibili disastrose conseguenze per l'attività di interi reparti, molti dei quali sono
addirittura a rischio chiusura, in particolare nella provincia di Foggia, e Bari dove sono almeno cento le unità il cui futuro è diventato improvvisamente un'incognita,nonostante i sacrifici e la riconosciuta professionalità. A loro e alle loro famiglie va la mia piena solidarietà, in un momento così delicato e doloroso, che rappresenta una sconfitta non solo per loro ma per tutti noi".
"In assenza di concorsi a tempo indeterminato – conclude Cirasole - il personale sanitario (infermieri, tecnici, medici, ecc) viene sfruttato di 36 mesi in 36 mesi dalle
aziende sanitarie, con il consenso dei sindacati e del Governo Regionale".
Il consigliere regionale Michele Ventricelli ha espresso una considerazione a riguardo dei precari della Sanità.
"Fino a quando si tenderà ad affrontare il problema con spirito di parte o peggio ancora di schieramento politico – afferma Ventricelli - non si produrrà alcuna risposta concreta per le centinaia di lavoratori precari che rischiano la risoluzione del rapporto di lavoro a seguito delle sentenze della Corte Costituzionale e delle limitazioni contenute nel piano di rientro sanitario regionale. Occorre far prevalere le generosità e le disponibilità di tutti, sia quelle del Governo nazionale sia quelle della Giunta Regionale, nell'individuazione dei possibili provvedimenti che senza aggravare la situazione in cui oggi versa il sistema sanitario pugliese diano una risposta ai tanti precari del settore".
"Dobbiamo adoperare la stessa generosità e la stessa politica di tutela – conclude - che è stata utilizzata per i precari della Regione estendendo, ai lavoratori del comparto sanitario, lo stesso atteggiamento di responsabilità che l'intero Consiglio regionale ha dimostrato in occasione dell'approvazione degli emendamenti sui lavoratori approvati durante le ultime sedute consiliari".
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Martedì 22 Maggio 2012 







