
Il museo del pane
Valorizzare un nostro prodotto
Il nostro pane è un segno distintivo che ci dovrebbe far riconoscere nel mondo. Le attività dei vari fornai vanno abbastanza bene, ma le esportazioni non sono del tutto ottimali. Ad oggi sono passati circa 8 anni dall'attribuzione delle certificazione dop, ma non si ha ancora un segno distintivo forte del nostro pane nel mondo. Innanzitutto, cominciamo con il fare qualche precisazione…. Bisogna sapere che il pane di Altamura è stato il primo prodotto a ricevere la denominazione d'origine protetta, per quanto riguarda la categoria di "Panetteria e prodotti da forno". Questo riconoscimento è avvenuto grazie alle legge 181 del 19 Luglio 2003, che è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'unione europea. Esiste un consorzio per la tutela del pane di Altamura, che ha raggiunto dei buoni risultati grazie all'attività svolta dal sig. Barile, ma a quanto pare dal 2003, non si è fatto più niente per far conoscere il nostro pane a livello mondiale, infatti le ultime azioni di marketing e di pubblicizzazione mirate terminano nel lontano 2003.
Bisognerebbe costituire il primo museo del pane. Secondo il mio modesto parere, sarebbe un successone…anche perché bisogna puntare sull'esclusività del prodotto che si offre.
Analizziamo i vantaggi che si potrebbero avere: aumento della conoscenza del prodotto; aumenti di esportazioni di pane e prodotti da forno; aumenti di flussi turistici; aumenti di occupazione e di moneta nel circuito cittadino; meno rivalità tra i panificatori, e si raggiungerebbero dei vantaggi comuni e la massima soddisfazione; vantaggi sociali per la popolazione tutta;
Come strutturare un museo del pane? Il museo del pane deve essere strutturato in tre parti fondamentali. Prima parte: esposizione fotografica delle metodologie di semina e raccolta del grano (materia prima per la produzione del grano), della produzione della farina, e della produzione del prodotto finito "pane". Parte seconda: esposizione di utensili e attrezzi che venivano utilizzati per la raccolta del grano, produzione della farina e del pane. Parte terza: sviluppare un turismo esperienziale, facendo partecipare il visitatore nella produzione del pane, e infine facendoli assaporare e consumare il prodotto che lui stesso ha prodotto.
Quindi gli attori che verrebbero coinvolti sono molteplici: panificatori singoli o sotto forma di consorzio; agricoltori singoli o tramite associazioni; guide turistiche e interpreti; masserie, agriturismi, ristoranti, strutture di accoglienza (b&b, hotel…); adv e t.o.; amministrazione comunale; assessorato al turismo; gal terre di murgia; tutti coloro volessero entrarvi a far parte.
Potrebbe essere un idea innovativa, e potrebbe offrire un ulteriore opportunità per la nostra città.
Dott. Filippo Colonna
Bisognerebbe costituire il primo museo del pane. Secondo il mio modesto parere, sarebbe un successone…anche perché bisogna puntare sull'esclusività del prodotto che si offre.
Analizziamo i vantaggi che si potrebbero avere: aumento della conoscenza del prodotto; aumenti di esportazioni di pane e prodotti da forno; aumenti di flussi turistici; aumenti di occupazione e di moneta nel circuito cittadino; meno rivalità tra i panificatori, e si raggiungerebbero dei vantaggi comuni e la massima soddisfazione; vantaggi sociali per la popolazione tutta;
Come strutturare un museo del pane? Il museo del pane deve essere strutturato in tre parti fondamentali. Prima parte: esposizione fotografica delle metodologie di semina e raccolta del grano (materia prima per la produzione del grano), della produzione della farina, e della produzione del prodotto finito "pane". Parte seconda: esposizione di utensili e attrezzi che venivano utilizzati per la raccolta del grano, produzione della farina e del pane. Parte terza: sviluppare un turismo esperienziale, facendo partecipare il visitatore nella produzione del pane, e infine facendoli assaporare e consumare il prodotto che lui stesso ha prodotto.
Quindi gli attori che verrebbero coinvolti sono molteplici: panificatori singoli o sotto forma di consorzio; agricoltori singoli o tramite associazioni; guide turistiche e interpreti; masserie, agriturismi, ristoranti, strutture di accoglienza (b&b, hotel…); adv e t.o.; amministrazione comunale; assessorato al turismo; gal terre di murgia; tutti coloro volessero entrarvi a far parte.
Potrebbe essere un idea innovativa, e potrebbe offrire un ulteriore opportunità per la nostra città.
Dott. Filippo Colonna
Candida
il 12 novembre alle 11.25
Dott. Colonna, le sembra poco, fermare la promozione del Pane DOP a otto anni fa? ma in questi 8/9 anni chi ha lavorato con tanto fervore? con i bastoni tra le ruote, non dimentichi! tranne qualcuno che ha intascato qualcosa!? è questo che le giovanissime leve (i neolaureati) non considerano minimamente! Le sembra davvero poco non conoscere questi 9 anni di Pane Dop e di vita della Città? il mio un richiamo all'umiltà e al rispetto degli altri che vivono nell'ombra col cervello e il cuore in fibrillazione! umiltà, umiltà, umiltà! Auguri!
filippo colonna
il 12 novembre alle 00.41
dott.ssa Candida, non metto in dubbio la sua preparazione e conoscenza. Alla fine abbiamo un obiettivo comune, quello di valorizzare un prodotto troppo importante per la nostra città. Quindi, dovremmo unire le forze per presentare un unica idea progettuale, magari da presentare all'unione europea sfruttando i fondi strutturati che mettono a disposizione. Creiamo dei tavoli tematici, cercando il più possibile di far partecipare i vari panificatori. L'amministrazione non ci ascolta? e proseguiamo da privati, chi c'è lo vieta? un museo del pane, con alla base lo sviluppo di un turismo esperenziale è importantissimo. Comunque le posso garantire che sono molto preparato ed informato. Conludo dicendo che raccomandazione non ne ho, ma credo che siamo noi gli artefici del nostro futuro!!!
catia
l'11 novembre alle 18.41
una idea positiva, che potrebbe offrire un valido apporto al meritato rilancio_ in termini economici ed educativo-culturali_ del nostro territorio e della nostra città, così ricca di tradizioni e che vanta un patrimonio storico e valoriale, nell' ambito di un percorso turistico pluridisciplinare ben progettato.
Candida
l'11 novembre alle 16.43
http://www.santeramo.it/index.php?id=13&iddoc=3190;Sono troppo aggiornata su quello che succede nella mia Città! Di rado mi sbaglio e di rado racconto cavolate!
Candida
l'11 novembre alle 16.35
Quanta esperienza sul campo occorre fare, per far fruttare i sogni del marketing territoriale o aziendale? tantissima, glielo posso assicurare!
Candida
l'11 novembre alle 16.03
Dott. Colonna, la devo riprendere ancora: il Pane DOP è stato portato a New York, a Singapore, a Mosca e non sto qui a dirle, e di molto recente! Lei non è aggiornato! Avanzo proposta alla Redazione di Altamuralife: intervistate il Presidente del Consorzio. Fatevi raccontare. Io so, Lei?...Il marchio esiste e sono i panificatori che non collaborano e non hanno mai voluto farlo. Questione di invidia e ignoranza pura al 100%! Che occasione! Il Presidente porta il Pane dop ovunque e da solo, capisce l'antifona? che vuol dire? ad Altamura non si collabora, si compete a colpi di sangue! si galleggia o si affonda perchè prevale l'individualismo, l'arroganza e la gelosia ottusa dell'intraprendenza altrui invece di farne tesoro! Io so, stia certo!
filippo colonna
l'11 novembre alle 09.57
dott.ssa Candida, forse avete fatto qual cosa nel passato, ma dal 2003 il consorzio e la propaganda del nostro pane è terminata. Forse lei non sà che cos'è il turismo esperenziale? il mio progetto si basa proprio su quello!!! Continuando, un consorzio con 10 panificatori non ha potere decisinale e contrattuale. Potrei aggiungere altre mille sfumature, ma le dico soltanto che non bisogna agire come singoli, dovremmo farlo tutti insieme per un obiettivo comune, la crescita del nostro paese e della nostra economia. Concludo, dicendo che si è fatto molto nel passato fino al 2003, adesso bisogna lanciare un marchio che sia riconoscibile in tutto il mondo.
chiara
il 10 novembre alle 15.27
come MINIMO con il nostro pane potremmo fare la sagra della bruschetta!!! sarebbe bello...
Candida
il 10 novembre alle 01.51
Dott. Colonna, mi trattengo dal dirle tante cose. Non posso però risparmiarmi dal dirle che è troppo giovane per sapere che questo è un progetto vecchio quanto la denominazione dello stesso Pane DOP! Proposto dal Consorzio stesso al Comune insieme ad altri. Proposta location, allestimenti ecc. Il sindaco le confermerà! nel frattempo è stata allestita una mostra sulle sue origini al Museo archeologico e anche in quello Etnografico! le consiglio di far visita prima di progettare....davvero rimango allibita..ma sa che ci sono tanti altri ragazzi preparati, che prima di Lei, da anni, hanno studiato, progettato e avanzato senza ottenere esito!per bastoni tra le ruote! a meno che lei abbia la spinta giusta, quella che sento! io non l'ho avuta, guarda caso! vendo il pane però! Dott.ssa Candida
onofrio verzicco
il 8 novembre alle 22.37
il pane di altamura è uno dei prodotti tipici italiani più famosi all'estero.
Filippo Colonna
il 8 novembre alle 22.04
Sig. Francia Saverio, si forse sono delle belle parole quelle utilizzate...anche a me piacciono i fatti, però come cittadino lancio delle idee che sono alla base di progetti, che spero di presentare agli organi competenti. Abbiamo soggetti che si dovrebbero occupare proprio di questo, sai questi giorni a Noci si è tenuta una sagra, non puoi immaginare che rabbia mi fa sapere che gli altri si muovono e noi dormiamo. Si noi dormiamo, le idee e i giovani che vogliono operare ci sono, però non si fa nulla o quasi. il museo del pane si DEVE creare...abbiamo una città così bella e ricca di storia e tradizioni e non riusciamo a far niente. Ci lamentiamo che non c'è lavoro, ma noi (intendo l'amministrazione e nn solo) crea i presupposti per creare livelli occupazionali? attendo una tua risposta...
francia saverio
il 6 novembre alle 10.47
Complimenti per tutto quello che ai scritto , spero che ora si passa ai fatti.
I commenti rappresentano le opinioni personali dei lettori di Altamuralife e non dell'editore o degli autori.
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Venerdì 18 Maggio 2012 

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